Conoscere meglio la pianta di canapa
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Tessuto di canapa: il tessuto sostenibile per eccellenza
Nel mondo di oggi, ci impegniamo tutti a ridurre la nostra impronta di carbonio e a condurre uno stile di vita più sostenibile. Dall’uso di borse riutilizzabili al riciclo, facciamo tutti la nostra parte per proteggere l’ambiente. Un aspetto che spesso viene trascurato è l’abbigliamento che indossiamo. Raramente pensiamo a come vengono realizzati i nostri vestiti e all’impatto che hanno sull’ambiente.
L’industria della moda è responsabile di una quantità significativa di inquinamento e la produzione di tessuti tradizionali, come il cotone, contribuisce al problema. Esiste però una soluzione, rappresentata dal tessuto di canapa. Il tessuto di canapa è il tipo di tessuto più sostenibile del pianeta e in questo articolo scopriremo perché.
Assorbitore di carbonio
Le piante di canapa sono i più grandi assorbitori naturali di carbonio: assorbono più CO2 di qualsiasi altra pianta. In un solo anno, un ettaro di piante di canapa industriale può assorbire fino a 15 tonnellate di CO2. Inoltre, la canapa può continuare ad assorbire CO2 anche dopo essere stata raccolta e trasformata in materiali come il calcestruzzo di canapa, un materiale naturale simile al calcestruzzo utilizzato nel settore edile. Questa capacità di assorbire così tanta CO2 rende la canapa un’ottima scelta per prodotti a emissioni nette zero, compensando eventuali emissioni generate durante il processo di produzione.
Qualità del suolo
Le piante di canapa migliorano la qualità del terreno in cui vengono coltivate. A differenza dell’agricoltura intensiva, che impoverisce il suolo dei suoi nutrienti, la canapa ha un apparato radicale fittonante profondo che penetra nel terreno, recuperando nutrienti irraggiungibili per altre piante e portandoli verso la superficie. Inoltre, se dopo il raccolto l’agricoltore lascia nel terreno circa 30 centimetri di fusto, enormi quantità di nutrienti vengono restituite al suolo, migliorandone la qualità per le colture successive.
Crescita biologica
La canapa cresce naturalmente in quasi ogni ambiente del pianeta. È una pianta resistente, con pochi parassiti e malattie che possano minacciarla. Per la coltivazione della canapa non sono necessarie sostanze chimiche, quindi non vengono utilizzati pesticidi, erbicidi, fertilizzanti artificiali o defolianti che possano inquinare il suolo. Il fatto che non si utilizzino pesticidi consente inoltre a un maggior numero di insetti di vivere nel terreno, un aspetto fondamentale per la salute del suolo. La canapa richiede anche meno acqua rispetto ad altre piante: circa quattro volte meno del cotone. Ciò significa che i nutrienti presenti nel suolo non vengono disciolti o dilavati con la stessa facilità con cui potrebbero esserlo nel caso di altre colture che necessitano di più acqua. Inoltre, richiede meno terreno rispetto ad altre colture: per produrre 1 kg di tessuto serve circa la metà dello spazio necessario per il cotone.
Lavorazione
La trasformazione delle piante di canapa in tessuto è considerata meno intensiva rispetto a quella del cotone o del bambù. Nella produzione del cotone vengono utilizzati defolianti chimici per separare il cotone dalle piante, dopodiché vengono impiegate diverse altre sostanze chimiche durante i processi di pulizia, tessitura e filatura. La canapa, invece, ha un processo molto più naturale. I fusti vengono raccolti e lasciati nei campi, dove le fibre si separano naturalmente dai fusti attraverso un processo noto come “macerazione”. Le fibre vengono poi filate per ottenere filati mediante processi meccanici, anziché chimici.
In conclusione
Il tessuto di canapa è il tessuto sostenibile per eccellenza. Offre numerosi vantaggi: assorbe il carbonio, migliora la qualità del suolo, richiede meno acqua e terreno e prevede un processo di produzione più naturale. Poiché l’industria della moda è una delle principali fonti di inquinamento a livello globale, è giunto il momento di iniziare a riflettere su ciò che indossiamo e su come viene prodotto. Scegliendo il tessuto di canapa, possiamo tutti fare la nostra parte per proteggere l’ambiente e ridurre la nostra impronta di carbonio.
